Sito Ufficiale del Club Azzurro Nicola De Simone

19 novembre 2007

CHIAROSCURI IN TINTA AZZURRA

COSA AVREBBE SCRITTO LINO ROMANO SUL SIRACUSA
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Fior di galantuomo e scrittore brillante il decano dei giornalisti sportivi
siracusani. Pronto ad attaccare ma con puro spirito critico e costruttivo
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Rimembranze azzurre.Vidi la mia prima partita dei “leoncelli” all’eta’ di quattro anni nel lontano giugno del ’79.Mio padre mi porto’ con se’ in tribuna .Si giocava l’ultima giornata di C-2:Siracusa-Casertana. Occorreva vincere e sperare che l’Alcamo non andasse oltre il pari(fu’ cosi’ infatti) in quel di Crotone, per compiere il salto di categoria al seguito del Rende gia’ promosso.Altrimenti sarebbe stato spareggio. Gli azzurri si imposero di misura e festeggiarono la promozione in C-1.
Pochi giorni dopo assistetti alla famosa finale di Coppa Italia contro la Biellese. Da quel giorno rimasi talmente affascinato tanto da “obbligare” papa’ a portarmi di frequente allo stadio.
Dopo qualche anno di calcio ne masticavo abbastanza. Ecco che dalla stagione 80-81, ad esclusione di alcune stagioni dilettantistiche, non persi piu’ una partita degli azzurri.
Il lunedi’ leggevo estasiato le cronache di Lino Romano senza perdere una virgola, focalizzando la mia attenzione sulla sua storica rubrica settimanale pubblicata da LA SICILIA:”Chiaroscuri in tinta azzurra”. Era in quelle poche righe, incisive, che il decano dei giornalisti sportivi siracusani esprimeva il meglio del suo azzurro pensiero. Fior di galantuomo e scrittore brillante di sport, il prof. Lino Romano: estroverso e metodico, pacato e ruggente, pronto sempre ad attaccare quando ancora i moderni cronisti d’assalto non erano nati. Il tutto con puro spirito critico, ma costruttivo.
Oggi, per gentile concessione della famiglia del professore Romano, mi onoro di riportare alla luce quella rubrica. Vuol essere questo da parte mia un segnale di grande riconoscimento verso una figura fondamentale nell’ambito del triplice rapporto tifosi/stampa/Siracusa Calcio.
Una piccola e modesta ciliegina sulla torta che la societa’ azzurra ha sapientemente preparato con l’intitolazione della rimodernata tribuna stampa al professore.

Veniamo a noi e al Siracusa edizione 2007-08 targato Auteri, con quarta presidenza Salvoldi.
Quale sarebbe stato il parere di Lino Romano circa le attuali vicende azzurre? Provo a realizzarlo.
Inutile dilungarsi sulla telenovela estiva offuscata da ipotesi di “presunta combine” e consueti sogni
di ripescaggio, mai cosi’ concretamente possibile da quando si milita in serie D.
Torna alla guida tecnica, a furor di popolo , Gaetano Auteri.Per lui un grande sacrificio scendere di due categorie.A preparargli il terreno il suo maestro calcistico Paolo Lombardo, bravo a concludere la stagione precedente in fase di play-off.
Di quella squadra, pochi sono i riconfermati dal tecnico floridiano:Bonarrigo, De Pascale, Iodice, Pellegrino, Costanzo. Un gruppo fortemente motivato sui quali si fa’ grande affidamento.
La dirigenza, con in testa il presidente Salvoldi, decide di procedere ad investimenti piu’ mirati e meno dispendiosi del passato, quello recente soprattutto. Si chiude un’ epoca: quella dei direttori sportivi d’ oltre “stretto” con in testa il solo “dio denaro”. Gaetano Auteri, quasi un manager all’inglese(una sorta di Alex Fergurson ) opera le sue scelte in sede di calcio mercato, organizza con largo anticipo il ririro precampionato(un mese circa di intenso lavoro)e va’ delineando il nuovo Siracusa .Non dispone pero’ del grosso budget che nella stagione precedente il suo presidente aveva messo a disposizione di Ciccarone e Giacomarro.Come dire tempi e modalita’ diverse.Ma stessi sogni di gloria.Folgorante l’avvio di campionato, a dir poco sorprendente il trend delle prime quattro giornate.Mai si era visto un Siracusa a punteggio pieno e primo in classifica in fase iniziale di stagione.
Ma a rovinare la festa giunge la seconda sentenza sui fatti di Ragusa , relativi al precedente torneo.La squadra viene momentaneamente penalizzata di sei punti e abbandona la vetta della classifica.Forti le speranze circa la restituzione dell’ingiusto maltolto . Lieve ma pur sempre efficace il contraccolpo psicologico. Le mancate vittorie di Rosarno, Adrano e Sarno ne sono una conseguenza. Se poi vogliamo aggiungervi episodi arbitrali non certo favorevoli apriremmo nuove e interminabili discussioni.
La sconfitta di Nocera Inferiore pone ora il Siracusa in una difficile posizione di classifica rispetto allo stratosferico Cosenza, da tutti gli esperti considerato la vera corazzata del girone. Undici i punti di distanza dai rossoblu’ silani. Cinque se non fosse per quella maledetta sentenza.
Due se la squadra di Auteri ottenesse i tre punti nel big match di domenica prossima proprio contro il Cosenza. Per adesso pensiamo ad una cosa soltanto: ridurre il gap dalla capolista.
Le analisi dei perche’ e dei se’ vanno fatte in camera caritatis. Chi ha commesso determinati errori ha l’intelligenza, e la forza economica per porvi rimedio.
Solo, ed e’ triste dirlo, ad una condizione: vincendo la gara con i calabresi. Perche’ a quel punto tutto il resto avrebbe poco senso.


MICHELE BUONOMO